domenica, marzo 12, 2006
Beati gli operatori di pace
“Come non pensare alla violenza che si fa alla vita di milioni di esseri umani, specialmente bambini, costretti alla miseria, alla sottonutrizione e alla fame, a causa di una iniqua distribuzione delle ricchezze tra i popoli e tra le classi sociali? O alla violenza insita, prima ancora che nelle guerre, in uno scandaloso commercio delle armi che insanguinano il mondo?”.
Giovanni Paolo II, Enciclica Evangelium Vitae, 1995.
Tra il 1993 e il 2002 le nazioni del mondo hanno speso complessivamente 7238 miliardi di dollari in produzione di armi e ricerca militare[1] (in media 723,8 miliardi all’anno); per eliminare fame e malattie nei paesi sottosviluppati basterebbero 40 miliardi ogni anno. Dinanzi a tale ingiustizia non possiamo rimanere inermi: la produzione delle armi continene una insita violenza -dice Giovanni Paolo II- e produce un’ingiustizia che siamo chiamati a denunciare e a fermare.
I principali produttori ed esportatori di armi nel mondo sono USA, Russia, Francia e Inghilterra[2], le quali sono anche le nazioni che siedono come membri permanenti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, quelle nazioni cioè che dovrebbero garantire la pace nel nostro mondo. Modestia a parte, l’Italia è il 7° produttore mondiale di armi ed il 2° se si considerano solo le armi leggere, ovvero quelle armi che possono essere trasportate da due persone (o, peggio, due bambini): mine, pistole, mitragliatrici.
Ebbene: nel giugno 2006 si terrà a New York la seconda conferenza ONU sui traffici illeciti di armi leggere. Vogliamo coinvolgerci e fare pressione affinché venga stipulato un Trattato Internazionale sul Commercio delle Armi, che costringa alla trasparenza i produttori e i trafficanti di armi.
La Rete Italiana per il Disarmo ha deciso di aderire alla campagna internazionale Control Arms, una petizione con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme e di volti da presentare all’ONU in occasione della conferenza di giugno. Possiamo aderire mettendo la nostra firma, ma soprattutto “mettendoci la faccia”, facendoci fotografare, per dire NO al commercio di armi.
Beati gli operatori di pace, dice il Vangelo (Mt 5); operare per la pace significa innanzitutto informarci e, perchè no?, far sentire la voce di chi non ha voce, di chi è schiacciato dall’ingiustizia e dalla violenza.
Per aderire alla campagna vi aspettiamo domenica 26 marzo a p.za rosolino pilo, ore 10-18.
[1] Stockholm International Peace Research Institute, SIPRI Yearbook 2003: Armaments, Disarmament and International Security, Oxford University Press, 2003, pp.203-228.
[2] SIPRI Yearbook 2003.